Luca 4

Luca 4:1-15
Craig Quam
Luca 4:14-21
Craig Quam
Luca 4:18-30
Craig Quam

Cap. 4

La tentazione.

Vs. 1-2. Or Gesù, ripieno di Spirito Santo, ritornò dal Giordano e fu condotto dallo Spirito nel deserto, 2  e per quaranta giorni fu tentato dal diavolo; durante quei giorni non mangiò nulla; ma quando furono trascorsi, egli ebbe fame.

Gesù  è traboccante di Spirito Santo e immediatamente Satana cerca di portargli via la sua ricchezza. La medesima cosa accade ai credenti quando essi ricevono dei doni dal Padre.

La cosa strana sta nel fatto che è proprio lo Spirito a condurlo in questo luogo pieno di difficoltà, ma certamente Dio aveva i suoi motivi. In questo caso la risposta può essere al vs. 14, ove si dice che Cristo tornò il Galilea ripieno dello Spirito, quindi ancora più fortificato. Quando ad un cristiano accade questo, probabilmente il Signore vuole condurlo in una determinata situazione, affinché porti ancora più frutto. Per ogni figlio Dio nutre pensieri d’amore, meravigliosi, tesi al suo bene, perché se non ha risparmiato Suo figlio pur di darci la vita eterna, tanto più ci donerà ogni cosa. Pertanto dobbiamo essere certi che il piano che Dio ha per la nostra vita è il migliore possibile.

Gesù è Dio, Dio con noi, l’Emanuele, eppure come uomo aveva i nostri medesimi bisogni e la necessità di imparare. Infatti, è narrato che egli frequenta il tempio per ascoltare i sapienti, poiché egli doveva comprendere la Parola di Dio, come noi.

Vs. 3-4.  E il diavolo gli disse: "Se tu sei il Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane". 4  Ma Gesù gli rispose, dicendo: "Sta scritto: "L’uomo non vivrà soltanto di pane, ma di ogni parola di Dio. 

Satana comincia a tentare Gesù con la fame, cercando poi di insinuare in lui il dubbio che non fosse figlio di Dio. Il Signore aveva appena ascoltato la voce proveniente dal cielo che lo chiamava “figlio” (3:22), ma il demonio gli propone di controllare se lo fosse veramente, trasformando in pane una pietra. La risposta di Gesù è Deut. 8:3.

5-8.  Poi il diavolo lo condusse su di un alto monte e gli mostrò in un attimo tutti i regni del mondo. 6  E il diavolo gli disse: "Io ti darò tutto il potere di questi regni e la loro gloria, perché essa mi è stata data nelle mani e io la do a chi voglio. 7  Se dunque tu prostrandoti mi adori, sarà tutta tua". 8  Ma Gesù, rispondendo, gli disse: "Vattene via da me, Satana. Sta scritto: "Adora il Signore Dio tuo e servi a lui solo". 

In questo caso Satana afferma che tutto ciò che esiste nel mondo gli appartiene, il che è vero, poiché egli è il principe della terra. Chiede di essere adorato, ma Gesù afferma che tale privilegio deve essere dato unicamente a Dio.

Vs. 9-12.  Poi lo condusse a Gerusalemme lo pose sull’orlo del tempio e gli disse: "Se tu sei il Figlio di Dio, gettati giù di qui; 10  perché sta scritto: "Egli comanderà ai suoi angeli attorno a te di custodirti. 11  Ed essi ti sosterranno con le loro mani, affinché il tuo piede non urti contro alcuna pietra". 12  E Gesù, rispondendo, gli disse: "E’ stato detto: "Non tentare il Signore Dio tuo".

Ora Satana incita Cristo a tentare Dio, costringendolo a venire in Suo aiuto, ma il Signore risponde che nel Padre bisogna confidare umilmente. Per rendere più attraente la sua lusinga, il demonio usa dei passi della Scrittura, tuttavia lo fa in modo errato, torcendone il senso per adattarlo al proprio fine e Gesù, che ben la conosce, non cade nel tranello.

1 Giovanni 2:15-17.   Non amate il mondo, né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui. 16  perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e l’orgoglio della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo. 17  E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno. 

Qui troviamo i tre tipi di tentazione con i quali Satana si è rivolto a Gesù:

  • la concupiscenza della carne (trasforma le pietre in pane e soddisfa la carne)

  • la concupiscenza dell’occhio (il vedere tutti i regni del mondo, il potere, la fama, la ricchezza). Tuttavia i beni materiali non danno la felicità ed il comportamento corretto per un cristiano è quello di mettere la propria vita nelle mani di Dio, impedendo a se stesso di cadere nelle lusinghe e nei compromessi di Satana.

  • L’orgoglio della vita (sei il figlio di Dio e puoi fare quello che vuoi): fondare la propria vita nelle forze individuali, senza tener conto di Dio o dei consigli dei fratelli.

Cristo combatte contro le tentazioni di Satana servendosi della Parola di Dio: se Egli si è comportato così, tanto più dobbiamo farlo noi. Egli ebbe fame, doveva imparare, doveva lottare col nemico tanto quanto noi, pertanto si è armato delle parole scritte nella Bibbia, in quanto certezze dateci da Dio. Comprendendo questo vediamo la necessità di avvicinarci ogni giorno alla lettura, proprio per imparare sempre di più e saperci difendere.

Efesini 6:14-18.  State dunque saldi, avendo ai lombi la cintura della verità, rivestiti con la corazza della giustizia, 15  e avendo i piedi calzati con la prontezza dell’evangelo della pace, 16  soprattutto prendendo lo scudo della fede, con il quale potete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno. 17  Prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio, 18  pregando in ogni tempo con ogni sorta di preghiera e di supplica nello Spirito, vegliando a questo scopo con ogni perseveranza e preghiera per tutti i santi, 

Tutte le parti dell’armatura sono difensive, tranne la Parola e la preghiera, che sono offensive contro il nemico. 

Cristo, infatti, non si difende da Satana con le opinioni personali, ma utilizzando le parole pronunciate dall’Eterno: se egli ha detto una certa cosa, per i cristiani dev’essere l’unica verità.

La Parola è il nostro pane quotidiano, che deve nutrirci ogni giorno. Così come non rinunciamo al cibo, altrettanto dobbiamo fare con la lettura della Bibbia.

Perché leggere la Bibbia?

1 Pietro 2:1-2.  Deposta dunque ogni malizia ed ogni inganno, le ipocrisie, le invidie ed ogni maldicenza, 2  come bambini appena nati, desiderate ardentemente il puro latte della parola, affinché per suo mezzo cresciate, 

La Parola ci fa crescere nella conoscenza di Dio e come cristiani. Come un bambino appena nato dipende totalmente dagli altri per vivere, così noi abbiamo bisogno dello studio della Parola ogni giorno per vivere e crescere. Essa è vivente e potente.

Ebrei 5:11- 14.  nei riguardi del quale avremmo molte cose da dire, ma difficili da spiegare, perché voi siete diventati lenti a capire. 12  Infatti, mentre a quest’ora dovreste essere maestri, avete di nuovo bisogno che vi s’insegnino i primi elementi degli oracoli di Dio, e siete giunti al punto di aver bisogno di latte e non di cibo solido. 13  Chiunque infatti usa il latte non ha esperienza della parola di giustizia, perché è ancora un bambino; 14  il cibo solido invece è per gli adulti, che per l’esperienza hanno le facoltà esercitate a discernere il bene dal male. 

La Parola è il mezzo usato da Dio per parlarci e guidarci in ogni istante della nostra vita. La familiarità con le cose del Padre ci rende adulti, in grado di mettere in pratica gli insegnamenti ricevuti. Un bambino non è capace di contribuire al bene della famiglia, mentre un adulto è colui che opera. Per questo gli ebrei vengono rimproverati, in quanto invece di ammaestrare gli altri, si comportano da bambini. Quindi, la Parola ci fa maturare e ci rende fruttiferi.


Giovanni 15:7-8.  Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quel che volete e vi sarà fatto. 8  In questo è glorificato il Padre mio, che portiate molto frutto, e così sarete miei discepoli, 

Gesù vuole che portiamo frutto, allora dimoriamo in Lui e lasciamo che la Sua Parola dimori in noi: in questo modo, quando il diavolo ci tenterà saremo in grado di rispondere: “Sta scritto”. La Parola ci rende fruttiferi.

2 Timoteo 3:16-17.  Tutta la Scrittura è divinamente ispirata e utile a insegnare, a convincere, a correggere e a istruire nella giustizia, 17  affinché l’uomo di Dio sia completo, pienamente fornito per ogni buona opera

La Parola ci rende completi, ci istruisce, ci corregge, ci insegna, ci riprende, poiché Dio ci ama in quanto siamo suoi figli. Nella correzione ci conformiamo all’immagine di Cristo.

Vs. 13.  E, quando il diavolo ebbe finito ogni tentazione, si allontanò da lui, fino ad un certo tempo. 

Gesù esce vittorioso dallo scontro con Satana, il quale si ritira in attesa di un tempo più opportuno. Anche con noi il nemico agisce allo stesso modo: tornerà ancora e ancora, poiché vuole sviarci e farci cadere. Molte volte soccombiamo, ma ad ogni attacco dobbiamo essere più forti, pronti a combattere con l’arma della Parola. Essa ci renderà dei fedeli efficaci. 

Gesù scacciato da Nazaret.

Gesù ha trascorso del tempo nel deserto, ma ne è uscito maggiormente ripieno di Spirito Santo. La stessa cosa accade anche a noi in alcuni momenti della vita, per cui dobbiamo sapere che Dio ha un piano anche in queste cose. In 1 Corinzi Paolo racconta che in alcune circostanze egli ha temuto di perdere la vita, tuttavia afferma che Dio ha permesso tali cose affinché egli non ponesse la propria fede in se stesso ma in Colui che risuscita i morti. Quindi, anche la sofferenza ha uno scopo, ovvero quello di obbligarci a confidare totalmente in Lui.

Vs. 14-15.   E Gesù, nella potenza dello Spirito se ne ritornò in Galilea e la sua fama si sparse per tutta la regione all’intorno. 15  Ed egli insegnava nelle loro sinagoghe, essendo onorato da tutti. 

L’uso plurale della parola “sinagoga” fa comprendere come egli avesse iniziato il suo ministerio e viaggiasse per tutta la regione.

Vs. 16.  Poi venne a Nazaret, dove era cresciuto e, com’era solito fare in giorno di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò per leggere. 

Ogni sabato Gesù era solito andare nella sinagoga: la Bibbia in Ebrei dice di non abbandonare l’adunanza, poiché la chiesa serve per l’edificazione, per la crescita individuale, ma anche per la correzione.

Il ministerio di Cristo ha inizio nell’ anno del giubileo, un momento speciale in cui gli schiavi venivano liberati ed i terreni tornavano al proprietario di un tempo. Nulla accade a caso: Gesù viene a dire all’uomo che grazie a lui le antiche colpe verranno cancellate ed il rapporto con Dio sarà restaurato. Non è casuale neppure il passo biblico che Cristo legge (Isaia 61).

Vs. 17-19.  E gli fu dato in mano il libro del profeta Isaia; lo aprì e trovò quel passo dove era scritto: 18  "Lo Spirito del Signore è sopra di me, perché mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato per guarire quelli che hanno il cuore rotto, per proclamare la liberazione ai prigionieri e il recupero della vista ai ciechi, per rimettere in libertà gli oppressi, 19  e per predicare l’anno accettevole del Signore".

Isaia 61 continua dicendo: “e il giorno di vendetta del nostro Dio, per consolare tutti quello che hanno cordoglio”. Gesù non legge la fine del versetto in quanto il tempo della vendetta deve ancora venire. Ancora siamo nel tempo della grazia, nell’anno del giubileo, della restaurazione, quando Dio invita gli uomini al ravvedimento e alla vita eterna, in Cristo Gesù. La Sua pazienza è lunga, ma ad essa farà seguito il giudizio, che durerà un sol giorno. Oggi siamo  nel tempo della grazia, possiamo vedere perdonati i nostri peccati, conoscere Dio, Gesù, ricevere in noi lo Spirito; è meglio correre al Creatore finché siamo in tempo. Nel mondo sta abbondando il peccato, segno che Cristo ritornerà molto presto, e in quel momento la grazia cesserà di esistere e verrà il giudizio.

Cristo spiega il motivo per il quale è stato unto con lo Spirito, lo stesso che vale anche per noi: (vs. 18) proclamare la buona novella. 

Alcuni ritengono che lo Spirito Santo serva per parlare in lingue, ma ciò non è vero in quanto tale dono è di autoedificazione; non serve neanche per fare segni e miracoli, poiché molte volte a Gesù è accaduto di sanare delle persone, le quali poi non si sono convertite. Ad es., quando ha guarito i dieci lebbrosi ha ricevuto il ringraziamento da uno solo, mentre gli altri nove si sono allontanati indifferenti. I miracoli, quindi, non convincono necessariamente le persone.

Ecco i sei motivi dell’unzione di Gesù:

  • per evangelizzare i poveri; 

  • per guarire quelli che hanno il cuore rotto, 

  • per proclamare la liberazione ai prigionieri 

  • e il recupero della vista ai ciechi, 

  • per rimettere in libertà gli oppressi,   

  • e per predicare l’anno accettevole del Signore".

Sono tutte motivazioni spirituali, poiché il vero miracolo è nella trasformazione di una vita. E’ possibile, infatti, ottenere una guarigione ma andare all’inferno ugualmente, mentre chi crede nel Signore Gesù ha la vita eterna. Questo è il vero miracolo. Anche noi siamo stati unti per guarire i cuori infranti e per diffondere il Vangelo.

Con esso non si intende il fatto di non fumare, non andare in discoteca o vestirsi in un determinato modo.

1 Corinzi 15:1-4.  Ora, fratelli, vi dichiaro l’evangelo che vi ho annunziato, e che voi avete ricevuto e nel quale state saldi, 2  e mediante il quale siete salvati, se ritenete fermamente quella parola che vi ho annunziato, a meno che non abbiate creduto invano. 3  Infatti vi ho prima di tutto trasmesso ciò che ho anch’io ricevuto, e cioè che Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, 4  che fu sepolto e risuscitò a il terzo giorno secondo le Scritture, 

Questo è il Vangelo. Chi predica qualcosa di esterno è uguale ai Farisei, poiché la conversione è qualcosa di interiore, la trasformazione di una vita. Un peccatore che smette di fumare, se non accetta Cristo quale salvatore, andrà ugualmente all’inferno.

Giovanni 8:1-11.    E Gesù se ne andò al monte degli ulivi. 2  Ma sul far del giorno tornò di nuovo nel tempio e tutto il popolo venne da lui ed egli, postosi a sedere, li ammaestrava. 3  Allora i farisei e gli scribi gli condussero una donna sorpresa in adulterio e postala nel mezzo 4  dissero a Gesù: "Maestro, questa donna è stata sorpresa sul fatto, mentre commetteva adulterio. 5  Ora, nella legge Mosé ci ha comandato di lapidare tali donne; ma tu, che ne dici?". 6  Or dicevano questo per metterlo alla prova e per aver di che accusarlo. Ma Gesù, fingendo di non sentire, chinatosi. scriveva col dito in terra. 7  E, come essi continuavano ad interrogarlo, egli si alzò e disse loro: "Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei". 8  Poi, chinatosi di nuovo, scriveva in terra. 9  Quelli allora, udito ciò e convinti dalla coscienza, se ne andarono ad uno ad uno, cominciando dai più vecchi fino agli ultimi; così Gesù fu lasciato solo con la donna, che stava là in mezzo. 10  Gesù dunque, alzatosi e non vedendo altri che la donna, le disse: "Donna dove sono quelli che ti accusavano? Nessuno ti ha condannata?". 11  Ed ella rispose: "Nessuno, Signore". Gesù allora le disse: "Neppure io ti condanno; va’ e non peccare più". 

Predicare il Vangelo non vuol dire puntare il dito sugli altri, perché in questo caso allora prima è necessario guardare se stessi.

Gesù scriveva in terra: forse elencava i peccati di ognuno di quegli uomini ed i loro nomi. Secondo la legge di Mosè siamo tutti condannati, per cui predicarla vuol dire attribuire la condanna a tutti gli esseri umani. Nessuno ha diritto di giudicare gli altri, perché tale atto spetta unicamente a Dio, né tanto meno condannarli, essendo nella medesima condizione. Infatti, siamo tutti peccatori, salvati per grazia.

Gesù non condanna la donna adultera, poiché egli non è venuto nel mondo a tale scopo, ma per portarci la salvezza: questo è il Vangelo. Diveniamo seguaci di Gesù e cambiamo direzione alla nostra vita.

Atti 17:30-31.   30  Ma ora, passando sopra ai tempi dell’ignoranza, Dio comanda a tutti gli uomini e dappertutto che si ravvedano.

Paolo afferma che, ora che Gesù è venuto sulla terra ed ha proclamato il Vangelo, Dio non passerà più sopra ai peccati antichi; siamo nel periodo della grazia, ma è necessario cambiare vita e ravvedersi.

31  Poiché egli ha stabilito un giorno in cui giudicherà il mondo con giustizia, per mezzo di quell’uomo che egli ha stabilito; e ne ha dato prova a tutti, risuscitandolo dai morti".

Nel giorno del giudizio non ci sarà più tempo per ravvedersi.

 

Vs. 20-22. Poi, chiuso il libro e resolo all’inserviente, si pose a sedere; e gli occhi di tutti nella sinagoga erano fissi su di lui. 21  Allora cominciò a dir loro: "Oggi questa Scrittura si è adempiuta nei vostri orecchi". 22  E tutti gli rendevano testimonianza e si meravigliavano delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca, e dicevano: "Non è costui il figlio di Giuseppe?". 

La gente non riconosce l’autorità di Cristo, si meraviglia, ma non lo ammira, né lo apprezza. Sono sorpresi, ma non accolgono la predicazione nel cuore.

Anche oggi i cristiani sono poco stimati e spesso svolgono lavori umili o comuni; tuttavia essi devono proclamare la Parola, in virtù dell’autorità attribuita loro da Dio, poiché non parlano da se stessi ma in base alla Bibbia. Sappiamo in chi abbiamo creduto e ben conosciamo le meraviglie che Egli ha compiuto nella nostra vita. 

Ogni cristiano ha un mandato.

Matteo 28:18-20.   Poi Gesù si avvicinò e parlò loro dicendo: "Ogni potestà mi è stata data in cielo e sulla terra. 19  Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, 20  insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandato. Or ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell’età presente. Amen". 

Ogni potere è sotto l’autorità di Gesù, sia nel cielo che sulla terra. E’ lui che ci manda nel mondo a predicare, poiché siamo ai suoi ordini. Il cristiano maturo deve obbedire a questo comandamento, per diffondere la salvezza agli altri.

Abbiamo un ordine da seguire e ne abbiamo le capacità.

Atti 1:8.  Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme e in tutta la Giudea, in Samaria e fino all’estremità della terra". 

La potenza dello Spirito Santo fa sì che in noi ci sia la capacità di testimoniare su tutta la terra: questo è lo scopo del dono ricevuto.

Vs. 23.  Ed egli disse loro: "Certamente voi mi citerete questo proverbio: "Medico, cura te stesso"; tutto ciò che abbiamo udito essere avvenuto a Capernaum, fallo anche qui nella tua patria". 

La fama di Gesù si era sparsa fino a Nazaret e i suoi concittadini, che non credevano in lui, gli chiedono di fare quei miracoli che lo hanno reso famoso. Desiderano vedere una sorta di spettacolo ed è per questo che Cristo non fece miracoli a Nazaret. Infatti, la realtà è totalmente ribaltata: prima si deve credere in Cristo e poi si vedono le sue potenti opere. Egli non obbedisce ai nostri ordini, anzi afferma che sono beati coloro che credono senza vedere.

Vs. 24-26.  Ma egli disse: "In verità vi dico che nessun profeta è ben accetto nella sua patria, 25  Vi dico in verità che al tempo di Elia, quando il cielo fu serrato tre anni e sei mesi e vi fu una grande fame in tutto il paese, vi erano molte vedove in Israele; 26  eppure a nessuna di loro fu mandato Elia, se non a una donna vedova in Sarepta di Sidone. 

Elia fu soccorso da una vedova straniera, di Sarepta di Sidone (1 Re 17:8 e segg.), una donna di poca importanza, eppure tale profeta fu mandato proprio da lei. Per gli ebrei questo era un fatto scandaloso, poiché essi si sentivano sicuri nel loro essere membra del popolo eletto e uomini. Un aspetto repellente, infatti, era l’essere donna e Gentile.

Vs. 27.  E al tempo del profeta Eliseo vi erano molti lebbrosi in Israele; eppure nessuno di loro fu mondato, eccetto Naaman il Siro". 

Ora Gesù parla di un lebbroso, colpito da una malattia orribile e ripugnante. Anche questo uomo non era Israelita. (2 Re 5.1-14).

In altre parole, il Signore afferma che l’Eterno li ha visitati, ma essi non lo hanno ricevuto. Per questo Egli si è rivolto ai non ebrei, andando dagli umili e da coloro che hanno fede.

Vs. 28-30.  Nell’udire queste cose, tutti nella sinagoga furono presi dall’ira. 29  E, levatisi, lo cacciarono dalla città e lo condussero fino al ciglio della sommità del monte, su cui la loro città era edificata, per precipitarlo giù. 30  Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò.

Non è ancora il tempo della morte di Cristo, per cui Dio gli consente di passare in mezzo alla folla e di andare via. La sua vita era al centro del piano di Dio, come accade anche ad ogni credente. Per questo dobbiamo allontanare la paura, consapevoli di essere guidati dal Padre e di avere Gesù al nostro fianco. 

Luca dà ora inizio alla sua descrizione della missione di Gesù con alcuni miracoli di guarigione e con la predicazione. Tale parte è riscontrabile anche in Marco.

Vs. 31-32.  Poi discese a Capernaum, città della Galilea, e nei giorni di sabato .insegnava alla gente. 32  Ed essi stupivano del suo insegnamento, perché la sua parola era con autorità. 

Gesù guarisce cinque volte di sabato e questa è la prima di esse. Rifiutato dai Giudei, e soprattutto dai suoi concittadini, egli si rivolge alle persone umili, ossia agli indemoniati, agli storpi, ai malati, cioè a tutti coloro che lo cercano.

Si reca a Caparnaum, città sulla riva di un lago, e lì parla con autorità, ossia non citando alcun illustre predicatore, ma traendo da se stesso il valore delle proprie parole.

Guarigione dell’indemoniato di Caparnaum

Vs. 33-35.  Or nella sinagoga c’era un uomo posseduto da uno spirito di un demone immondo, che si mise a gridare a gran voce, 34  dicendo: "Ah, che vi è fra noi e te, o Gesù Nazareno? Sei tu venuto per distruggerci? Io so chi tu sei: Il Santo di Dio!". 35  Ma Gesù lo sgridò, dicendo: "Ammutolisci ed esci da costui!". E il demone, dopo averlo gettato in mezzo a loro uscì da lui senza fargli alcun male. 

La Bibbia parla pochissimo della possessione diabolica prima e dopo la venuta di Cristo, mentre lo fa abbondantemente durante il Suo ministerio. Ciò dipende dal fatto che Egli, venuto nel mondo per sconfiggere il male, era in continuo conflitto con le opere demoniache. Il maligno riconosce la sua autorità ed il compito da lui svolto di portarlo alla distruzione. In questo momento, infatti, il mondo è nelle mani del maligno, tuttavia egli è stato già sconfitto da Cristo e alla fine dei tempi lo farà ardere nello stagno di fuoco.

Giacomo 2:19. Tu credi che c’è un solo Dio. Fai bene; anche i demoni credono e tremano. 

Gesù dimostra la sua autorità sgridando il demone ed orinandogli di uscire dall’uomo posseduto.

Vs. 36-37.  Allora tutti furono presi da stupore e si dicevano l’un l’altro: "Che parola è mai questa? Egli comanda con autorità e potenza agli spiriti immondi, e questi escono". 37  E la fama di lui si diffondeva in ogni luogo della regione all’intorno. 

I presenti sono stupefatti dell’accaduto e continuano a fare commenti sulla sua autorità e sulla potenza con la quale Gesù comanda agli spiriti. Per questo egli diviene un personaggio noto e la sua fama di diffonde.

Guarigione della suocera di Simone

Vs. 38-39.  Uscito poi dalla sinagoga, Gesù entrò in casa di Simone. Or la suocera di Simone era stata colpita da una grande febbre; e gli fecero richiesta per lei. 39  Ed egli, chinatosi su di lei, sgridò la febbre e questa la lasciò; ed ella, alzatasi prontamente, si mise a servirli. 

Gesù guarisce la suocera di Simone a casa di lui. L’evangelista Marco aggiunge che l’abitazione era anche di Andrea e che con Gesù andarono anche Giacomo e Giovanni.

Vs. 40-41.  Al tramontar del sole, tutti coloro che avevano degli infermi colpiti da varie malattie li condussero da lui; ed egli, imposte le mani su ciascuno di loro, li guarì. 41  Da molti uscivano i demoni, gridando e dicendo: "Tu sei il Cristo, il Figlio di Dio". Ma egli li sgridava e non permetteva loro di parlare, perché sapevano che egli era il Cristo. 

Gesù guarisce imponendo le mani. Tale procedimento non era noto fra i Giudei e non trova riscontro né nel V.T. né nella letteratura rabbinica.

Mentre gli uomini vedono in Gesù una persona qualsiasi, i demoni non commettono lo stesso errore, riconoscendolo come Figlio di Dio. Impedisce ai demoni di diffondere tale fatto in quanto vuole che la gente si converta in base alle sue parole ed alle azioni, non per bocca degli spiriti maligni.

Vs. 42-44.  Poi, fattosi giorno, egli uscì e andò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano e lo raggiunsero; e lo trattenevano perché non andasse via da loro. 43  Ma egli disse loro: "Bisogna che io annunzi la buona novella del regno di Dio anche alle altre città, perché sono stato mandato per questo". 44  E andava predicando nelle sinagoghe della Galilea. 

In Gesù vediamo l’agire di Dio. I Giudei attendevano con ansia il momento in cui Dio si sarebbe affermato come Re sulle nazioni. Gesù insegna che il Regno di Dio era già attuale con lui, con l’autorità da lui esercitata per combattere il male.

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